Fattibilità politico-sociale

La realizzazione dello studio di fattibilità è stata accompagnata da un percorso partecipativo ben strutturato, per far sì che il progetto offrisse occasioni e strumenti concreti per accrescere negli attori locali la conoscenza degli elementi che caratterizzano il sistema ecologico locale e le sue rispettive potenzialità e criticità (fattibilità politico-sociale). In un territorio altamente antropizzato e caratterizzato da un sistema agricolo intensivo, tale conoscenza costituisce punto di partenza imprescindibile per poter innescare il cambiamento culturale necessario ad interrompere il degrado e la compromissione degli ambienti naturali ancora esistenti, ma non è tuttavia sufficiente a garantire l’affermazione di un nuovo modello di gestione delle risorse. Soprattutto là dove esiste un intreccio con interessi economici così radicati, il cambiamento culturale che si vuole attivare deve potersi fondare su piani differenti da quello economico, piani valoriali e culturali appunto, che possano condurre verso scenari nuovi e modelli alternativi.
Il percorso partecipativo ha avuto un duplice scopo: da una parte far comprendere che salvaguardare la biodiversità significa, soprattutto in ambito agricolo, preservare le risorse (suolo, acqua, ecc.) da cui dipendono le ricchezze e le potenzialità del territorio e dall’altra mettere in luce che tutelare gli elementi naturali caratterizzanti il sistema ecologico locale è fondamentale per mantenere e consolidare il rapporto dell’uomo con il territorio e preservare i caratteri identitari da cui dipende l’affezione di chi vive e osserva quegli ambienti e quel paesaggio. Tale approccio trova una sua motivazione nella consapevolezza che il principale fattore di rischio nella realizzazione degli interventi proposti dallo studio di fattibilità sarà proprio il mantenimento durevole degli elementi realizzati (siepi e filari, forestazioni, prati a evoluzione naturale, ecc.) anche al venir meno di eventuali finanziamenti esogeni inizialmente intercettati per attuare le opere: l’esperienza, infatti, insegna che la cooperazione con i proprietari/gestori delle aree è per lo più condizionata dalla possibilità di conseguire risorse economiche esterne che garantiscano la fattibilità degli interventi e che, qualora tali risorse si esauriscano, gli elementi ecologici realizzati spesso non vengono preservati dagli agricoltori, proprio a causa di un mancato riconoscimento del valore acquisito.
Sulla base di queste premesse, sono stati realizzati quattro incontri con i vari portatori di interesse del territorio articolati nel modo seguente e i cui contenuti sono riportati nei resoconti scaricabili nell’Area download.

Incontro di presentazione del progetto dedicato a tutti i soggetti interessati
(7 novembre 2013)
Nel corso dell’incontro è stato presentato l’approccio metodologico per lo studio del contesto e per la successiva formulazione degli interventi proposti. È stato spiegato che il cuore del lavoro tecnico è la lettura del territorio, dei suoi caratteri naturalistici e socio-economici e delle relazioni esistenti tra gli elementi naturali e quelli antropici, seguendo un approccio empatico che consenta di coglierne la storia e l’identità. I principi adottati per trovare risposte adeguate alle problematiche ambientali che caratterizzano l’area di studio sono stati punto di partenza per spiegare ai partecipanti la visione strategica che sottende lo studio di fattibilità: cosa significa salvaguardare la biodiversità in un territorio fortemente antropizzato come quello del Brembiolo? Perché impegnarsi nel riportare elementi naturalistici che, pur avendo un valore ecologico, non interessano direttamente la produzione agricola? È possibile definire un modello di gestione compatibile con le poche risorse economiche disponibili per le Amministrazioni?

Presentazione generale del progetto
Presentazione Zavagno
Resoconto dell’incontro

Incontro di condivisione e confronto con il Comitato Consultivo del PLIS
(6 novembre 2014)

Sono state condivise le analisi e le valutazioni condotte nello studio di fattibilità. La presentazione del documento redatto ha rappresentato un’importante occasione per portare all’attenzione del Comitato Consultivo questo nuovo strumento di conoscenza e analisi del PLIS, che potrà costituire un punto di riferimento per la definizione delle strategie e degli interventi futuri nell’area.

Incontro di condivisione e confronto con Incontro con i proprietari/gestori delle aree interessate dagli interventi proposti nello studio di fattibilità
(28 novembre 2014)

L’obiettivo dell’incontro plenario (al quale sono succeduti incontri telefonici singoli con ciascun proprietario/gestore) è stata la verifica dell’interesse e della disponibilità degli interlocutori a collaborare alla realizzazione degli interventi nei terreni di loro proprietà o in loro gestione. Iniziare con un incontro plenario è stato importante per dimostrare ai soggetti presenti che la collocazione di un intervento nell’area di loro proprietà deve essere letta e compresa nell’ambito di un disegno complessivo e strategico che riguarda il PLIS nella sua interezza e che il contributo del singolo è necessario per garantire un risultato condiviso che riguarda un territorio comune.
In particolare, a tutti i proprietari/gestori delle aree interessate dagli interventi è stato chiesto di firmare una lettera di intenti che attesti la disponibilità a valutare la possibilità di realizzazione degli interventi proposti nello Studio di fattibilità, indicati nelle Scheda di pertinenza.

Resoconti incontri stakeholder

Incontro di chiusura del progetto
(26 febbraio 2015)

L’incontro si è svolto con l’obiettivo di presentare i contenuti dello studio di fattibilità e di tracciare la strategia che rappresenti un riferimento comune per i prossimi interventi di deframmentazione e riconnessione del territorio del PLIS.
L’attenzione rivolta alla riqualificazione degli habitat e alla riconnessione delle aree di maggior valore naturalistico si è concretizzata nel Contratto di Rete che le Amministrazioni comunali del PLIS hanno firmato a conclusione di questo progetto, dotandosi di uno strumento che  formalizza gli impegni assunti per migliorare il sistema delle connessioni ecologiche locali anche nell’ambito della pianificazione urbanistica comunale. Altro risultato importante del progetto è il dialogo avviato con i proprietari delle aree su cui lo studio di fattibilità ha riconosciuto la necessità di intervenire in via prioritaria: l’effettiva realizzazione degli interventi dipende infatti da due elementi, da una parte, dalla reale condivisione degli obiettivi del progetto, da parte di chi detiene e gestisce quelle aree, dall’altra da una effettiva sostenibilità economica degli interventi proposti, che dipenderà anche dalla capacità di intercettare finanziamenti a sostegno del reddito (bando Cariplo 2015, misure agroambientali PSR, ecc.), laddove si preveda una interferenza con attività agricole in essere.

Presentazione conclusiva Zavagno
Resoconto conclusivo

 

 

 

 

Parco Locale di Interesse Sovracomunale Brembiolo